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CG model structure form of Nucleus Atom Nuclear explode bomb emit x-ray radiation or light injection of magnetic fields and particles from the central pulsar nano nuclear physics science.

POVERTA’ ENERGETICA

Uno degli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenzia per la Cooperazione Italiana, è proprio quello di garantire l’accesso universale ai servizi energetici a prezzi accessibili, affidabili e moderni entro il 2030.
Nei Paesi in via di sviluppo la povertà energetica riguarda circa 1 miliardo di persone che non hanno accesso fisico alla rete elettrica e circa 2,7 miliardi di persone che usano combustibili sporchi e inquinanti per cucinare (fonte: International energy agency).
Nei Paesi con economie avanzate, invece, la criticità riguarda la convenienza, con un numero rilevante di famiglie che pur avendo elettricità e sistemi di cottura moderni non possono permettersi di consumare tanta energia quanto vorrebbero. Inoltre, il tema di un adeguato riscaldamento e raffrescamento degli ambienti è sempre più presente, anche alla luce degli effetti del cambiamento climatico.

In Italia la povertà energetica è definita come difficoltà di acquistare un paniere minimo di beni e servizi energetici o, in alternativa, un accesso ai servizi energetici che implica una distrazione di risorse, in termini di spesa o di reddito, superiore a un “valore normale” (fonte: Strategia energetica nazionale, 2017).

Nel 2016 erano oltre 2,2 milioni le famiglie in povertà energetica, pari all’8,6% del totale delle famiglie, in base alla misura ufficiale adottata con la Strategia Energetica Nazionale del 2017.
Nella bozza del Piano integrato energia e clima, inviato dal Governo alla Commissione europea, l’obiettivo è  ridurre la povertà energetica entro il 2030 in un intervallo fra il 7 e l’8% del totale delle famiglie

La misura ufficiale della povertà energetica è una misura oggettivo-relativa, che rivede l’approccio inglese low income-high costs (LIHC) con due sostanziali differenze: si usano dati effettivi di spesa, derivanti dall’Indagine sulla spesa delle famiglie (Istat) e si includono le famiglie in condizione di deprivazione e con spesa per riscaldamento nulla (maggiori informazioni: “La povertà energetica in Italia”, 2014).

In base a questa misura, una famiglia è in povertà energetica se:
1) la sua spesa energetica equivalente è superiore al doppio della spesa media e, simultaneamente, la sua spesa totale, al netto della spesa energetica, è inferiore alla soglia della povertà relativa, come identificata dall’Istat (famiglie nel riquadro in blu – cfr. figura);
2) una famiglia con spesa totale equivalente inferiore alla mediana ha anche spesa per riscaldamento nulla (famiglie nel riquadro in rosso – cfr. figura).

In Italia, le politiche per contrastare la povertà energetica sono di 3 tipologie: per ridurre la spesa energetica, per migliorare l’efficienza energetica, per fornire sussidi.

  • Bonus e detrazioni
    Fanno parte delle politiche per ridurre la spesa energetica delle famiglie.
    I bonus elettrico e gas erogano, con uno sconto in bolletta, un importo che varia in base al numero dei componenti e, per il solo bonus gas, anche in base alla zona climatica e al tipo di uso. L’accesso è vincolato a un valore dell’ISEE inferiore a 8.107,5 euro, elevato a 20 mila euro per le famiglie numerose (con più di 3 figli a carico).
    Il bonus per disagio fisico aggiunge uno sconto per la bolletta elettrica delle persone la cui sopravvivenza dipende da macchinari medicali salva-vita, indipendentemente dal reddito. Oltre ai bonus ci sono le detrazioni, che riducono l’accisa sui primi 150 kWh di consumo mensile delle famiglie italiane e il prezzo dei combustibili usati per il riscaldamento in Sardegna e nelle aree montuose/isole minori.
  • Regolamenti, agevolazioni fiscali, certificati di prestazione energetica, energy tutor
    Fanno parte delle politiche per migliorare l’efficienza energetica delle abitazioni.

    L’Ecobonus, in particolare, è la detrazione fiscale per la riqualificazione energetica degli edifici, esteso alle famiglie in povertà energetica attraverso la facoltà di cessione del credito per gli incapienti (Legge di bilancio 2017) e agli Istituti autonomi per le case popolari/social housing (Legge di Bilancio 2018). 
  • Sussidi per sostenere le famiglie con redditi bassi
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